Ceto medio. Perché e come occuparsene

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Dal 6 novembre è disponibile in libreria il volume Ceto medio. Perché e come occuparsene, edito da Il Mulino e curato da Arnaldo Bagnasco, che ha coordinato un gruppo di ricercatori provenienti da diverse università e centri di ricerca.

Si tratta del primo prodotto del Programma di ricerche sul Ceto medio, un progetto speciale pluriennale del Consiglio italiano per le Scienze Sociali.

 

"Malessere del ceto medio": l'espressione, di uso corrente nella discussione pubblica, riassume la situazione attuale di una parte importante della nostra società. Se in passato l'immagine che trasmetteva era quella di un insieme sociale assestato, oggi il ceto medio sembra veicolare condizioni di disagio e polarizzazione sociale. Una crisi che è diventata cruciale per  le dinamiche della stratificazione e del cambiamento sociale. Lungi dall'essere solo un insieme informe e passivo, il ceto medio può frapporre pesanti ostacoli, oppure offrire risorse importanti, alla costruzione di una società capace di sviluppo ed equità. E' qui che si gioca la possibilità di una democrazia sana, ed è qui che possono maturare minacciose derive reazionarie, come  già altre volte in passato. Questo volume inaugura un filone di ricerca sociologica, proponendo un quadro teorico di insieme e individuando alcune strategiche linee di indagine: il ceto medio costruito nelle rappresentazioni della stampa; le difficoltà di ingresso nella vita adulta e le differenze generazionali; ciò che i modelli di consumo e gli stili di vita rivelano; come cambia il lavoro autonomo fra vecchi e nuovi profili; i piccoli imprenditori nella globalizzazione; un ceto medio di immigrati emergente.

Intervista ad Arnaldo Bagnasco, la Repubblica, 29 novembre 2008 (.doc)

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