Il Consiglio italiano per le Scienze Sociali (CSS) ha preso atto con interesse dello schema di regolamento recante revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei. Il CSS riconosce nell'opzione economico-sociale, adottata per il liceo delle scienze sociali, un fattore positivo suscettibile di contribuire, se troverà adeguato riscontro nei curricoli, alla modernizzazione della scuola secondaria italiana.
Fin dagli anni Settanta il CSS ha operato, con commissioni di studio, pubblicazioni, convegni e proposte di legge, al fine di promuovere l'inserimento delle discipline delle scienze sociali, nei curricoli della scuola secondaria. Nel 1977, in Scienze sociali e riforma della scuola secondaria (ed Einaudi), osservava che
tra le molte carenze della formazione che la scuola italiana fornisce la più grave è, probabilmente, la mancanza di una conoscenza sistematica della realtà sociale (...) invece sempre di più le giovani generazioni avvertono l'esigenza di una formazione in questo ambito, che le aiuti a comprendere i meccanismi della società nella quale vivono (...) Dall'esame delle condizioni da cui dipende un effettivo inserimento delle scienze sociali nel sistema scolastico emerge, al tempo stesso, la necessità di una profonda trasformazione dell'assetto generale della scuola secondaria, in particolare la necessità di un nuovo impianto culturale e di un nuovo rapporto con il mondo del lavoro.
È una analisi che può essere riproposta oggi, tale e quale, a distanza di trenta anni dalla sua formulazione, di per sé significativa della incapacità delle nostre istituzioni a riformarsi per tenere il passo con i tempi. Nel 1987 il CSS pubblicava una guida per l'insegnamento delle scienze sociali (La società contemporanea, UTET, 2 volumi, 1500 pagine). Più recentemente, nel 2007, una approfondita analisi delle pratiche innovative nell'area delle scienze sociali condotte in modo intelligente e creativo da insegnanti di scuola secondaria superiore in molti licei delle scienze sociali sperimentali.
Oggi, forte di tutte queste esperienze, pur reiterando il proprio giudizio positivo sullo schema di riordino dei licei, attraverso il quale la parola "sociale", che noi ci auguriamo stia per scienze sociali, entra per la prima volta nell'ordinamento didattico italiano seppure in via subordinata e facoltativa, lasciata alla libera scelta degli studenti, il CSS deve tuttavia esprimere alcune riserve su tale schema, ovvero, in linea generale:
- la riduzione a 27 ore nel biennio nuocerà alla formazione dei giovani che sono in una fascia di età molto delicata, la più delicata, di crescita
- la differenziazione dei curricoli impedisce i passaggi da un indirizzo all'altro
- in un mondo in cui in molti paesi i giovani tendono a studiare più lingue, in Europa almeno due lingue comunitarie, il recente riordino va in controtendenza, prevedendone soltanto una, ignorando la raccomandazione in materia adottata dall'Unione Europea
e alcune raccomandazioni, ovvero:
- che non vengano posti limiti rigidi alla flessibilità dell'orario
- che venga mantenuto un ragionevole equilibrio tra le diverse discipline delle scienze sociali
Riteniamo che si sia aperta una prospettiva per una importante operazione culturale, il cui obiettivo ineludibile deve essere una formazione delle giovani generazioni tale da fornire loro gli strumenti per competere a parità di condizioni con quelle di altri paesi in società che vanno trasformandosi rapidamente. Affinché questa operazione culturale vada a buon fine bisogna poter contare su ordinamenti didattici che rispondano a criteri di aggiornamento continuo e di flessibilità, oltre che a criteri economici.
Il CSS è disponibile a contribuire alla elaborazione delle indicazioni curricolari e a ogni altra iniziativa dettata dalla logica di un reale e duraturo miglioramento della qualità dell' insegnamento e della formazione, e adeguata alla complessità di una società moderna, onde evitare errori di impostazione le cui conseguenze ricadrebbero sulle future generazioni, oltre che a quella oggi in età scolastica.






